Cartilagine Articolare

LA CARTILAGINE ARTICOLARE

Con il termine di cartilagine viene generivamente definito il tessuto connettivale “ialino” che riveste la superficie delle articolazioni. Questo tessuto, estremamente specializzato, fornisce una superficie articolare levigata, resistente all’usura e lubrificata dal liquido sinoviale, che permette movimenti corporei praticamente senza attrito (coefficiente di frizione = 0.01-0.02).
La cartilagine ialina, che macroscopicamente ha un aspetto luminoso e brillante di color avorio, è fisiologicamente strutturata per resistere alle forze di compressione correlate alla trasmissione del peso corporeo; il suo spessore varia da circa 1 a 7 millimetri adattandosi alle differenti morfologie articolari. Sulle superfici articolari concave è più spessa al centro mentre in quelle convesse nella zona periferica.
Eccetto che per un esile strato superficiale denominato “lamina splendens”, la matrice è ovunque costituita da fibre collagene. L’orientamento delle fibre collagene è plessiforme, con spirali ed arcate che si estendono radialmente dalla zona più profonda verso quella più superficiale. La funzione principale di questa disposizione “arciforme” è sia di aumentare la resistenza alle forze compressive della struttura che fornire ancoraggio al substrato viscoelastico costituito degli aggregati molecolari chiamati proteoglicani cui si deve l’elevato indice di idratazione caratteristico di questo tessuto. Le cellule cartilaginee o condrociti, che assumono l’aspetto di cellule voluminose e globose, si dispongono nel tessuto normale in raggruppamenti colonnari perpendicolari rispetto alla superficie articolare.
La cartilagine ialina non è vascolarizzata né innervata ed i materiali nutritivi si diffondono nella cartilagine attraverso tre vie: la rete vascolare della membrana sinoviale, il liquido sinoviale e la rete vascolare dell’osso subcondrale.

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La membrana sinoviale

Questa membrana, di derivazione mesenchimale, estremamente vascolarizzata, riveste completamente la capsula fibrosa delle articolazioni con l’eccezione della superficie cartilaginea, delle strutture meniscali e delle strutture legamentose intra-articolari. L’aspetto macroscopico normale è roseo e dalla superficie interna si estroflettono delle minute digitazioni definite “villi sinoviali”. Le tipologie cellulari proprie della membrana sinoviale sono i sinoviociti A e B che presiedono sia alla produzione che al riassorbimento del liquido sinoviale e di altri composti di scarto dall’ambiente intra-articolare.

Il liquido sinoviale

Il fluido presente nelle articolazioni sinoviali, che scientificamente si deve considerare come un filtrato del plasma sanguigno, è costituito principalmente da proteine (0.9 mgm/100ml) con aggiunta di acido jaluronico ed N-acetilglucosamina. Le funzioni del liquido sinoviale sono molteplici e comprendono sia la nutrizione delle strutture cartilaginee e meniscali che, la lubrificazione dell’ambiente intra-articolare accrescendo così l’efficienza biomeccanica delle articolazioni e riducendo l’usura delle superfici di scorrimento. Nell’uomo la ridotta produzione di liquido sinoviale ed il suo depauperamento qualitativo, dopo i 45 anni, sono direttamente connessi con il processo di usura articolare e la degenerazione artrosica delle articolazioni.