Chirurgia Protesica del ginocchio

La chirurgia protesica del ginocchio

La chirurgia protesica del ginocchio è una procedura chirurgica in cui si sostituiscono le estremità articolari degradate e deformate dall’artrosi con specifici impianti di rivestimento, in metallo e/o materiale plastico (artroprotesi o protesi totali), che ricostruiscono le superfici di scivolamento articolare ripristinandone la fisiologica funzione.
Le persone in cui trova indicazione un intervento di protesi totale sono quelle affette da artrosi del ginocchio avanzata (gonartrosi), artrite reumatoide deformante con severa infiammazione della membrana sinoviale o nei postumi di gravi traumatismi del ginocchio che hanno irrimediabilmente danneggiato la cartilagine articolare (vedi imm. a fianco).

In caso di una gonartrosi limitata ad un singolo compartimento del ginocchio (Fig.7) si può impiegare una protesi mono-compartimentale(Fig.8) in modo da sostituire la parte usurata preservando sia la porzione articolare sana che l’apparato legamentoso centrale del ginocchio.

Questo intervento è poco invasivo e permette sia un rapido recupero funzionale che la ripresa delle consuete attività sportive. Nel corso degli anni quando anche la porzione preservata del ginocchio andrà incontro ad usura le protesi mono-compartimentali possono essere facilmente convertite in protesi totali.

Quando si deve effettuare un intervento di artroprotesi di ginocchio?

La chirurgia protesica sostitutiva del ginocchio si deve effettuare quando la limitazione funzionale e il dolore articolare non possono essere più controllati con i tradizionali trattamenti conservativi.

  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).
  • Assunzione alimentare di composti condro-protettori (i.e.: Glucoamina e Condroitin-solfato).
  • Calo ponderale (Nelle persone obese).
  • Visco-supplementazione con infiltrazioni articolari di “Acido jaluronico”.
  • Infiltrazioni articolari di farmaci corticosteroidei.
  • Impiego di ortesi ed ausili deambulatori (i.e.: ginocchiere, bastoni canadesi, trepiedi)

Rischi e complicanze effettuare un intervento di artroprotesi di ginocchio?

Come ogni procedura chirurgica anche l’artroprotesi di ginocchio può essere soggetta ad una serie di complicanze come:

  • Sanguinamento
  • Infezione
  • Embolia
  • Mobilizzazione dell’impianto
  • Frattura periprotesica
  • Dolore persistente

Inoltre l’impianto protesico ha una durata media di circa 15 anni per cui si deve sempre mettere in preventivo un re-intervento sostitutivo.

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Artroprotesi del ginocchio: il decorso post-operatorio

A partire dal 2° giorno post-operatorio, dopo la rimozione del drenaggio articolare, si prescrive l’utilizzo di dispositivi di mobilizzazione passiva del ginocchio (CPM) che permettono esercizi di flesso-estensione progressiva del ginocchio, impedendo lo sviluppo di aderenze articolari, che possono rallentare significativamente  il recupero funzionale.
La terapia medica antibiotica, antinfiammatoria iniziata durante il ricovero prosegue nell’immediato post-operatorio a casa per alcuni giorni mentre l’anticoagulante viene prescritto per l’intero mese seguente.
Sempre nel secondo giorno paziente viene concesso al paziente di deambulare con l’ausilio di 2 bastoni canadesi appoggiando l’arto operato a terra con carico “sfiorante”.
Nelle prime due settimane è consentita l’esecuzione sia di esercizi isometrici che esercizi di ginnastica attiva/assistita.

Dimissione e trattamento fisioterapico post-operatorio

In 15a giornata post-operatoria vengono rimossi i punti di sutura cutanei e si inizia con il trattamento fisioterapico avanzato.
Gli obiettivi del primo mese sono la perfetta riparazione tissutale delle ferite chirurgiche, il completo ripristino dell’articolarità attiva e passiva del ginocchio (ROM) ed il recupero della forza muscolare dell’apparato estensore. In questa fase esercizi di flessione attiva devono essere effettuati con una escursione articolare compresa tra i 30° e i 90° di flessione.
Nel corso del 2° mese postoperatorio il paziente inizia attività motorie complesse in palestra e/o in acqua; progressivamente si riprendono le normali attività domestiche (i.e.: guida dell’automobile, attività ricreative e sociali).
Dal 3° mese post-op. il protocollo riabilitativo prevede esercizi per un recupero più intenso della forza muscolare e del controllo propriocettivo.