Legamento Crociato Anteriore

Il legamento crociato anteriore: anatomia e lesioni traumatiche

Il legamento crociato anteriore (LCA) è una struttura anatomica di fondamentale importanza per la stabilità biomeccanica del ginocchio infatti è situato esattamente nel centro di rotazione di questa articolazione.
Una distorsione del ginocchio, che rappresenta un evento estremamente frequente sia nella pratica sportiva che in numerose attività lavorative, può causare la lesione traumatica di questo legamento.
Il LCA, per sua natura, è caratterizzato da una scarsa vascolarizzazione e scarsa capacità auto-riparativa perciò, dopo una lesione traumatica, subisce una involuzione degenerativa con perdita della funzionalità specifica di stabilizzatore nelle sollecitazioni rotatorie e traslatorie del ginocchio.
Nella stragrande maggioranza degli individui in cui si è verificata una lesione traumatica del LCA, progressivamente si sviluppa una instabilità articolare cronica con i caratteristici cedimenti articolari che si verificano durante attività sportive in cui sia necessario un rapido cambio di direzione che faccia perno sul ginocchio instabile.
I movimenti anomali di “traslazione” anteriore della tibia rispetto al femore che si verificano in un paziente con instabilità cronica del ginocchio possono provocare sia delle lesioni meniscali che cartilaginee poiché tutte queste strutture anatomiche sono interposte tra la tibia ed il femore e soggette pertanto a rottura traumatica o progressiva usura.
L’intervento di ricostruzione artroscopica del LCA trova indicazione proprio nei pazienti/praticanti sport affetti da una instabilità cronica rotatoria e/o traslatoria di ginocchio per ripristinarne la fisiologica biomeccanica e prevenire ulteriori danni anatomici.

Ricostruzione del crociato anteriore: la tecnica chirurgica

L’intervento di ricostruzione legamentosa si esegue in artroscopia utilizzando la porzione intermedia del tendine rotuleo, che viene prelevato con due pasticche ossee in corrispondenza delle sue inserzioni (rotulea e tibiale), oppure utilizzando i tendini flessori semitendinoso e gracile. Il trapianto tendineo, dopo idonea preparazione, viene fatto passare all’interno dell’articolazione tramite due tunnel, uno tibiale l’altro femorale, e fissato con dispositivi specifici. Il trapianto tendineo assumerà in alcuni mesi le caratteristiche funzionali tipiche del legamento crociato nativo.

I Vantaggi dell'Artoscopia

La metodica artroscopica permette di eseguire una valutazione precisa di tutte le strutture anatomiche articolari e garantisce una maggiore accuratezza nelle fasi operatorie della ricostruzione legamentosa.
Inoltre la metodica artroscopica permette di ridurre il dolore post-operatorio e limitare il danno estetico.

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Il periodo post-operatorio

Nel periodo post-operatorio il ginocchio viene bendato e protetto con una ginocchiera in estensione con il quale il paziente dovrà camminare per quattro settimane.
Questo periodo di riposo funzionale consente, con alcune differenze relative al trapianto tendineo utilizzato, un efficace processo di guarigione tessutale e predispone ad una valida integrazione del neo-legamento.
La ginocchiera può essere agevolmente rimossa per consentire l’igiene personale e per mobilizzare passivamente il ginocchio sin dai primi giorni.
Dal 2° giorno post-operatorio al paziente viene concesso l’utilizzo di dispositivi di mobilizzazione passiva del ginocchio (CPM) che permettono esercizi di flesso-estensione del ginocchio, impedendo lo sviluppo di aderenze articolari, che possono rallentare il recupero funzionale.
La terapia medica antibiotica ed antinfiammatoria inizia nell’immediato post-operatorio e prosegue a domicilio per alcuni giorni.
Sempre nel secondo giorno paziente viene concesso al paziente di deambulare con l’ausilio di 2 bastoni canadesi appoggiando l’arto operato a terra con carico “sfiorante”.
Nelle prime due settimane è consentita l’esecuzione sia di esercizi isometrici che esercizi di ginnastica attiva/assistita.

Dimissione e trattamento fisioterapico post-operatorio

Se il decorso post-operatorio è regolare, il paziente può essere dimesso già in seconda giornata. Nel proprio domicilio il paziente dovrà mantenere l’arto operato protetto con la ginocchiera in estensione e camminare, con l’ausilio di due bastoni canadesi, per i primi 10/12 giorni con carico parziale sull’arto operato.
In 10a giornata post-operatoria vengono rimossi i punti di sutura cutanei e si inizia con la fase più importante del recupero funzionale.
Nel corso di questa fase l’obiettivo è il completo ripristino dell’articolarità attiva e passiva (ROM) inoltre si dovrà stimolare il recupero della forza muscolare. Gli esercizi di flessione attiva devono essere effettuati con una escursione articolare compresa tra i 30° e i 90° di flessione.
In 30a giornata post-op. si rimuove la ginocchiera e nel corso del 2° mese il paziente inizia attività motorie in acqua progressivamente riprende la guida dell’automobile.
A partire dal 3° mese post-op si potenzia la muscolatura flesso/estensoria della coscia con l’ausilio della bicicletta e/o della corsa su terreni regolari.
Al termine della corsa è opportuno applicare sempre una borsa del ghiaccio per almeno 15 minuti nella zona perirotulea allo scopo di ridurre al massimo l’insorgenza di fastidiose tendiniti. Dal 4° mese post-op. il protocollo riabilitativo prevede esercizi per un recupero più intenso della forza muscolare e del controllo propriocettivo.

La ripresa dell’attività sportiva agonistica

La ripresa dell’attività sportiva agonistica è prevista a partire dal 5° mese post-operatorio dopo una sessione di allenamento differenziato sport-specifico.